Damo e Shaolin

 
 

BODHIDHARMA (DAMO)

La storia dello Kung Fu Shaolin inizia più tardi, nel 527 d.C., con l'arrivo del monaco indiano Bodhidharma (DaMo in cinese).

DaMo, al suo arrivo disapprovò vigorosamente la tendenza che aveva notato negli ambienti buddisti, dove si rivolgeva l’interesse solamente verso aridi sofismi filosofici e si trascurava totalmente la pratica. Decise di ritirarsi per meditare in solitudine in una grotta sul picco Wu Ru dietro il tempio. In quella grotta, ogni giorno per più di nove anni, Bodhidharma osservò un rigido programma spirituale di meditazione, intervallata da esercizi fisici e pasti regolari. Meditando per nove anni di fronte ad una roccia, seduto nella posizione del loto, ad “ascoltare il grido delle formiche”, Bodhidharma lasciò misticamente impressa sulla roccia, la sua immagine così dettagliata che sono ancora visibili le pieghe del suo vestito. Dopo la sua illuminazione nel 536 d.C., Bodhidharma emerse dalla contemplazione spirituale.

Insegnò ai suoi discepoli tre serie di esercizi formativi indiani tra cui il “Shi-pa-Luohan-shou”, i “Diciotto movimenti delle mani dei santi discepoli di Buddha”. Questi esercizi sarebbero diventati la base dello stile di pugilato di Shaolin. I discepoli di Bodhidharma considerarono un’immensa fortuna avere un tale Maestro spirituale nel loro paese, lo chiamarono Damo e studiarono con lui per diversi anni. Damo fondò, nel monastero Shaolin, la scuola buddista dell’Ordine Chan, versione cinese del buddismo Dhyana dell’India.

Damo espose gli insegnamenti del buddhismo, enfatizzando la coltivazione del corpo e della mente, attraverso l’equilibrata pratica duale di esercizi meditativi statici e dinamici. Tutti questi esercizi diventarono il fondamento delle arti marziali che resero famoso il Tempio Shaolin. Secondo la tradizione, fu sempre Damo che iniziò i monaci Shaolin all’uso delle armi, che erano parte del programma tecnico. Così Damo fu conosciuto anche come il fondatore dello Shaolin kung-fu, l`inimitabile arte marziale che insieme al peculiare buddhismo Chan fece diffondere la fama del monastero Shaolin in tutta la Cina.


Le tecniche terapeutiche e marziali di Shaolin furono presto trasformate, dai monaci in un sofisticato sistema di autodifesa, per proteggere i loro eremitaggi isolati dalle angherie di banditi e ladri. Shaolin diventò perciò un monastero esclusivo, dove sulla base di una rigida disciplina, s’intercalavano lunghe ore di meditazione e di severi esercizi marziali. I monaci Shaolin diventarono presto famosi in tutta la Cina per le loro abilità.

Non appena la reputazione di Shaolin crebbe, molti praticanti di arti marziali cominciarono a percorrere grandi distanze per raggiungere questo tempio e diventare monaci. Ciascuno di essi avrebbe portato la sua abilità unica marziale con lui. Inoltre, generali e altri guerrieri si sarebbero ritirati al tempio come monaci, portando i loro stili e le loro esperienze.

GLI INSEGNAMENTI DI DAMO


La meditazione seduta (zuo-Chan), insegnata da Damo, si protraeva per sei ore al giorno e i suoi discepoli, che non erano abituati a lunghi periodi d’immobilità, cadevano spesso vittime dell’intorpidimento fisico e della sonnolenza. Cosi, per rinvigorire i loro fragili corpi, il Patriarca ideò una serie di movimenti terapeutici basati sui precetti dei Maestri indiani, secondo i quali, certi esercizi fisici e respiratori, favoriscono la triplice armonia tra la mente, il respiro e il corpo, prevengono le malattie e frenano le tendenze aggressive della natura umana, elevando lo spirito. Chiamò questi esercizi Tong-zi-gong (“kung-fu del fanciullo”). E’ una soluzione che mette equilibrio tra la distraente attività quotidiana e la passività fisica della meditazione seduta. Inoltre notò che alcuni monaci praticavano le arti marziali, che però erano ancora lontane dall’essere un sistema di lotta integrale, perciò introdusse spirito nuovo nel praticare queste discipline, finalizzandole soprattutto allo sviluppo armonico del corpo e della mente, un metodo originale d’allenamento, in cui la tecnica marziale è al servizio dello spirito, e la chiamò “kung-fu”.

CENNI STORICI

Le prime notizie rilevanti riguardanti il tempio Shaolin, risalgono al 480 d.C. quando il monaco indiano Buddhabhadra (in cinese Ba-Tuo), uno dei primi ad entrare in Cina per diffondere il buddismo), riscosse tutta la considerazione dell’imperatore Xiao-Wen, della dinastia Wei settentrionale (386-534 d.C), che lo condusse con sé a Luoyang. Si dice che durante questo viaggio, Ba-Tuo raggiunse l’illuminazione e preferì isolarsi nei boschi del monte Song-shan, perciò nel 495 d.C., l’imperatore fece costruire un Tempio sull’eremo di Shaolin, per accomodare l’eminente monaco indiano, desiderando istituirlo come sommo consigliere religioso, affinché potesse predicare l’ideale buddista in Cina. I pellegrini affascinati da questa scuola di buddismo, giungevano da molto lontano per studiare a Shaolin.

Lo Shàolín-sì (少林寺, detto anche Tempio Shaolin Del Nord, divenuto famoso col semplice nome di Tempio di Shàolín - giapponese Shōrin-ji,) è un tempio molto importante nella storia del Buddhismo cinese. Si trova in Cina, nell'attuale regione dell'Henan, collocato sul versante settentrionale del monte Sōngshān (嵩山 o Monte dei Nove Loti), quindi nei pressi dell'antica capitale Luoyang.

LO SHAOLIN QUAN


Boxe del famoso Monastero Buddista, oggi difficilmente compresa e svuotata a causa dell’inquinamento con il Wushu moderno imposto dal governo cinese. La pratica odierna è ridotta ad un accumulo di forme  per soddisfare i palati occidentali. L’aspetto marziale viene infatti attuato nel Sanda, il combattimento sportivo, dove le tecniche studiate nelle forme tradizionali non sono mai applicate.